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«La spiritualità unitalsiana si può riassumere in tre parole: pellegrinaggio, Vangelo e servizio», ha esordito così, don Mariano Margnelli, uno degli assistenti spirituali dell’U.N.I.T.A.L.S.I., nel suo discorso al convegno in occasione dei festeggiamenti per il traguardo dei 70 anni della Sottosezione di Sondrio, avvenuti domenica 24 settembre a Tresivio. Il convegno è stato preceduto dalla recita del Santo Rosario, presieduto da don Giovanni Illia, anch’egli assistente spirituale dell’U.N.I.T.A.L.S.I. per le Sottosezioni di Como e Sondrio, e dalla celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Vicario Episcopale della provincia di Sondrio don Corrado Necchi.

«Tutti coloro che partecipano ad un pellegrinaggio con l’ U.N.I.T.A.L.S.I. si sentono invitati a fare dei passi, innanzitutto fisici, ma anche e soprattutto interiori, spirituali. C’è un camminare, un muoversi fisico dato dall’organizzare, preparare, partire, affrontare fatiche, e c’è anche un viaggio, una spinta a muovere qualcosa dentro di te: a porsi domande importanti e scoprire qualcosa di nuovo, mettersi in discussione e scoprire il valore del silenzio, della preghiera “a tu per tu”. – ha continuato don Mariano – Con l’ U.N.I.T.A.L.S.I. tocchi con mano molte pagine del Vangelo: respiri la presenza di Dio, la sua consolazione, la sua delicatezza e ne diventi tramite e strumento, incontri la logica sorprendente del Vangelo, in cui i piccoli e i più fragili sono al centro del cuore di Dio. Conosci il Vangelo della solidarietà, dell’uguaglianza, della penitenza, della carità. Fai tuo il cammino spirituale di Maria, i suoi passi, i suoi gesti, la sua gioia. L’U.N.I.T.A.L.S.I. è anche servizio: nei vari incontri sperimenti, alla scuola di Maria, che anche tu sei “pieno di grazia”, benedetto, amato da Dio, guardato con uno sguardo di predilezione e scopri che anche gli ammalati sono da Lui benedetti, amati, guardati con il medesimo sguardo. Per questo ti viene voglia di farti strumento dell’amore e della pace di Dio e dunque ti metti al servizio del bene degli altri, con umiltà e impegno, rinunciando a rivalità, riconoscimenti e pretese. Respiri lo sguardo universale del Regno di Dio, la missione della Chiesa, e scopri l’importanza di esserne parte viva e attiva».

Ad aprire il convegno è stato però il Presidente della Sottosezione di Sondrio, Giorgio Lombella, che ha esordito con un ringraziamento nei confronti di Gesù e Maria «che hanno guidato la mano, la mente e il cuore di Giovanni Battista Tomassi nel 1903, oltre che la vita della nostra Sottosezione in questi 70 anni».

Nel gennaio del 1947, l’allora socio unitalsiano Francesco Pomoni, otteneva dalla Sezione Lombarda il consenso alla costituzione della Sottosezione di Sondrio, staccandosi da Como. Fu un momento storico per Valtellina e Valchiavenna, che vedevano concretizzarsi il desiderio di avere una sede U.N.I.T.A.L.S.I. anche in Provincia di Sondrio. Da allora sono passati 70 anni, con una “storia” significativa di eventi ed impegni che hanno valorizzato il servizio di coloro che hanno accettato di dedicare tempo e disponibilità – anche economiche – nell’associazione.

«Sono cambiate molte cose in questi anni, sia per il numero di partecipanti, sia per le modalità di viaggio, sia per le nuove disposizioni anche amministrative e burocratiche – ha detto il Presidente Lombella –, negli anni ’80-’90 le presenze a Lourdes e Loreto, per la nostra Sottosezione, superavano le 1500 unità; in questi ultimi anni raggiungiamo con difficoltà i 400. Questi “numeri” hanno portato anche a trovare forme alternative di trasporto: aereo e bus hanno sostituito il treno, ma hanno influito sulla tempistica e la programmazione dei pellegrinaggi. Tuttavia, nonostante le difficoltà, è importante ricordare qual è il carisma dell’ U.N.I.T.A.L.S.I.: accompagnare gli ammalati ai Santuari mariani. L’unica Associazione che può esaudire questa loro richiesta è l’U.N.I.T.A.L.S.I.». Il Presidente ha poi sottolineato quanto sia importante proseguire su questa strada per essere vicini a chi soffre, nonostante le difficoltà e la mancanza di “nuove leve”, soprattutto fra i giovani, per garantire il servizio: «Abbiamo bisogno di giovani che desiderino fare queste esperienze e mettersi in gioco per motivi e valori umani significativi. In questi ultimi anni abbiamo avuto una bella e positiva esperienza con i ragazzi degli Istituti di Scuola Superiore di Morbegno. Si tratta di un “Progetto Giovani” accettato da un paio di Istituti scolastici, che, personalmente, ritengo di estrema importanza per la formazione degli studenti».

Al termine del convegno è intervenuto il giornalista Paolo Valenti per presentare il libro intitolato “Accanto a chi soffre nel cammino di fede. 70 anni dell’U.N.I.T.A.L.S.I. Sottosezione di Sondrio”, all’interno del quale, oltre a celebrare il ricordo di coloro che hanno collaborato all’interno dell’associazione, sono raccontati questi 70 anni attraverso le riflessioni degli assistenti spirituali e le testimonianze di medici, dame, barellieri, giovani, pellegrini e ammalati. Nella parte finale del libro sono raccolte alcune foto delle varie attività organizzate dalla Sottosezione di Sondrio.

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